Ma quanti siamo?

Se qualcuno pensa che la traversata del Pacifico sia una cosa per un ristretto gruppo di persone, l’immagine qui sotto racconta invece una situazione stile Via del Corso a Roma, magari in occasione di un evento straordinario quale l’apertura di una nuova attrazione commerciale. Il paragone potrebbe sembrare blasfemo, ma la realtà è che in maniera più o meno congregata, da Panama e dal Messico stanno arrivando alle Isole Marchesi centinaia e centinaia di barche a vela, molte con intere famiglie, neonati inclusi; in alcuni casi persone che hanno venduto casa per intraprendere un indefinito giro del mondo; in moltissimi casi persone come noi, che in un modo o nell’altro si sono ritagliate del tempo per vedere il mondo da una prospettiva diversa.

Considerazioni sociali a parte, se tutte queste barche (o quasi) scegliessero di atterrare al porto principale di Hiva Oa, che può ospitare comodamente al massimo una dozzina di barche, si produrrebbe un caos che toglierebbe un po’ del piacere di “essere finalmente arrivati”. Ed è ciò che succede regolarmente in questo periodo dell’anno in cui la maggior parte degli equipaggi intraprende la traversata. La baia di Atuona, il principale villaggio di Hiva Oa, si trasforma in un incastro di barche in attesa di completare le formalità di ingresso nella Polinesia Francese.

Ora voi vi chiederete, ma perché tutti lì? Non ci sono altre isole nell’arcipelago delle Marchesi? Innanzitutto dovete sapere che solo tre isole delle Marchesi sono attrezzate per sbrigare le formalità di ingresso (ovvero dispongono di una “gendarmerie”): Hiva Oa, Ua Pou, e Nuku Hiva. Il vantaggio di Hiva Oa è di trovarsi sopravento alle altre, e quindi essere la più “vicina” da un punto di vista della navigazione; atterrando per esempio a Nuku Hiva e volendo comunque visitare Hiva Oa bisognerebbe ”tornare indietro”, ovvero navigare con il vento in faccia per più di 20 miglia; niente di impossibile, ma molti, tra cui noi, preferiscono evitare.

Così abbiamo deciso di arrivare a Hiva Oa ma di evitare l’affollata baia di Atuona, e di atterrare nella più remota e affascinante baia di Hanaiapa, dove contiamo di trovare una situazione più tranquilla, e da li con una macchina a noleggio andare ad Atuona per sbrigare le formalità di ingresso e poi goderci con calma l’interno dell’isola, ricco di piccoli siti archeologici.

Dopo un mese in mare, un po’ di vita a terra presenta il suo fascino!

Equatore
Arrivati in Polinesia Francese!

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