Il 23 luglio dopo 5 giorni di navigazione e 580 miglia percorse, siamo arrivati a Sevu Sevu, il porto d’ingresso delle Fiji più vicino arrivando da Samoa. Avvisata la marina di Nawi siamo stati “scortati” alla banchina di transito dove dopo poco tempo sono giunti i funzionari della dogana, della biosicurezza ed immigrazione che dopo alcuni controlli hanno ufficializzato il nostro ingresso alle Fiji.
La marina di Nawi è di recente costruzione e spicca per la bellezza delle sue strutture, compresa la piscina, alcuni ristoranti e bar, e una piccola spa per massaggi.
Alex, Gemma, Ron e Sergio alla marina di Nawi
Il giorno successivo al nostro arrivo, con grande piacere abbiamo avuto la sorpresa di reincontrare alcuni amici velisti, anche loro di passaggio a Savu Savu. Questo è il paese più importante di Vanua Levu, la seconda isola per dimensioni delle Fiji. Il paese è molto vivace, con numerosi negozi ben forniti ed un mercato coperto dove abbiamo potuto fare un abbondante rifornimento di frutta e verdura.
Il nostro programma di viaggio prevedeva come destinazione Port Denarau, nell’isola principale di Viti Levu, dove avremmo finalmente fatto riparare il timone. Durante il trasferimento da Nawi a Denarau, durato 3 giorni, abbiamo constatato i danni causati dai ripetuti incendi che affliggono tutte le Isole Fiji e che hanno drasticamente impoverito la vegetazione.
Colline prive della ricca vegetazione originaria a causa degli incendi
Appena alata la barca nel piccolo cantiere di Denarau, siamo stati accolti da Nick Tansley, di South Pacific Fibreglass, con cui avevamo preso accordi e durante la nostra navigazione da Penrhyn aveva già provveduto ad importare dalla Nuova Zelanda l’asse d’acciaio da sostituire.
ZOE al cantiere di Port DenarauAvi, il manager del cantiere di Port DenarauNick e il fratello cominciano il lavoro
Insieme al fratello, Nick ha subito iniziato ad aprire le guance del timone per estrarre l’asse danneggiato, che sarebbe servito da modello per lavorare l’asse grezzo nel frattempo arrivato.
Fortunatamente le parti esterne erano in ottime condizioni per cui non è stato necessario rifarle, tranne riempire opportunamente di materiale idoneo l’interno del timone in modo da renderlo resistente ad eventuali infiltrazioni di acqua. Dopo circa una settimana di lavoro, il timone è stato rimontato e noi siamo tornati in acqua in sicurezza.
Dopo varie fasi di lavorazione, il timone è stato rimontato
Durante i tempi di lavorazione abbiamo approfittato della pausa forzata per visitare alcuni luoghi di interesse nella zona. Come avevamo già osservato a Savu Savu, un’elevata percentuale della popolazione nei centri più sviluppati è rappresentata dall’etnia indiana, che ha importato nelle due isole principali le proprie tradizioni culturali e religiose. Per esempio, è abbastanza comune incontrare templi induisti nei pressi delle maggiori città. La nostra impressione è che non ci sia stata una grande integrazione tra gli indiani, anche di quarta o quinta generazione, e la popolazione autoctona.
Tempio induista – Sri Siva Subramaniya Swami a Nadi
Nel nostro breve tour abbiamo avuto occasione di visitare un magnifico giardino delle orchidee con una grandissima varietà di specie.
Il 23 luglio dopo 5 giorni di navigazione e 580 miglia percorse, siamo arrivati a Sevu Sevu, il porto d’ingresso delle Fiji più vicino arrivando da Samoa. Avvisata la marina di Nawi siamo stati “scortati” alla banchina di transito dove dopo poco tempo sono giunti i funzionari della dogana, della biosicurezza ed immigrazione che dopo alcuni controlli hanno ufficializzato il nostro ingresso alle Fiji.
La marina di Nawi è di recente costruzione e spicca per la bellezza delle sue strutture, compresa la piscina, alcuni ristoranti e bar, e una piccola spa per massaggi.
Il giorno successivo al nostro arrivo, con grande piacere abbiamo avuto la sorpresa di reincontrare alcuni amici velisti, anche loro di passaggio a Savu Savu. Questo è il paese più importante di Vanua Levu, la seconda isola per dimensioni delle Fiji. Il paese è molto vivace, con numerosi negozi ben forniti ed un mercato coperto dove abbiamo potuto fare un abbondante rifornimento di frutta e verdura.
Il nostro programma di viaggio prevedeva come destinazione Port Denarau, nell’isola principale di Viti Levu, dove avremmo finalmente fatto riparare il timone. Durante il trasferimento da Nawi a Denarau, durato 3 giorni, abbiamo constatato i danni causati dai ripetuti incendi che affliggono tutte le Isole Fiji e che hanno drasticamente impoverito la vegetazione.
Appena alata la barca nel piccolo cantiere di Denarau, siamo stati accolti da Nick Tansley, di South Pacific Fibreglass, con cui avevamo preso accordi e durante la nostra navigazione da Penrhyn aveva già provveduto ad importare dalla Nuova Zelanda l’asse d’acciaio da sostituire.
Insieme al fratello, Nick ha subito iniziato ad aprire le guance del timone per estrarre l’asse danneggiato, che sarebbe servito da modello per lavorare l’asse grezzo nel frattempo arrivato.
Fortunatamente le parti esterne erano in ottime condizioni per cui non è stato necessario rifarle, tranne riempire opportunamente di materiale idoneo l’interno del timone in modo da renderlo resistente ad eventuali infiltrazioni di acqua. Dopo circa una settimana di lavoro, il timone è stato rimontato e noi siamo tornati in acqua in sicurezza.
Durante i tempi di lavorazione abbiamo approfittato della pausa forzata per visitare alcuni luoghi di interesse nella zona. Come avevamo già osservato a Savu Savu, un’elevata percentuale della popolazione nei centri più sviluppati è rappresentata dall’etnia indiana, che ha importato nelle due isole principali le proprie tradizioni culturali e religiose. Per esempio, è abbastanza comune incontrare templi induisti nei pressi delle maggiori città. La nostra impressione è che non ci sia stata una grande integrazione tra gli indiani, anche di quarta o quinta generazione, e la popolazione autoctona.
Nel nostro breve tour abbiamo avuto occasione di visitare un magnifico giardino delle orchidee con una grandissima varietà di specie.