Il 6 luglio siamo partiti per Samoa approfittando di una finestra di vento moderato. Per gran parte della traversata siamo riusciti a utilizzare il timone a vento con l’ovvio obiettivo di preservare il timone principale. Ciò nonostante, in alcune situazioni siamo stati costretti ad affidarci alle riparazioni fatte che, con grande sollievo, hanno retto egregiamente. D’altronde, alcuni amici presenti a Penrhyn erano partiti il giorno successivo e avrebbero potuto recarci soccorso in caso di necessità. Samoa è stata una tappa intermedia nel nostro tragitto verso le Fiji, l’approdo più “vicino” dove alare la barca e disporre di manodopera qualificata per la riparazione del timone.  

Dopo 7 giorni e 850 miglia di navigazione siamo arrivati verso mezzanotte ad Apia, la capitale delle Isole Samoa Occidentali, dove ci attendevano Pat e Gary, arrivati due giorni prima. Insieme a loro ed Alex, arrivato il giorno sucessivo a noi, abbiamo celebrato il successo delle riparazioni fatte a Penrhyn brindando con dell’ottimo spumante da Paddles, un ristorante italiano gestito con la sua famiglia da un signore veneto.

Interno della cattedrale di Apia

Il giorno successivo, in compagnia dei nostri amici, abbiamo affittato un’auto per visitare l’isola di Upolu, dove vi è la capitale Apia. La cosa di maggior rilievo per noi è stata la villa-museo di Robert Louis Stevenson circondata da un magnifico parco. Lo scrittore ha passato a Samoa gli ultimi anni della sua vita, traendo vantaggio del clima favorevole per i suoi gravi problemi bronchiali. Qui morì per un infarto a 44 anni.

Parco della villa di R. L. Stevenson
Tomba di R. L. Stevenson
In giro per l’isola di Upolu (Isole Samoa Occidentali)

Il 18 luglio siamo ripartiti alla volta delle Fiji, incrociando per l’ennesima volta le dita e sperando che anche per questa traversata il timone avrebbe retto.

Ritorno in emergenza a Penrhyn
Arrivo alle Fiji

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *