Maupiti

Maupiti è, a nostro avviso, la più bella delle Isole della Società; è formata da una vasta barriera corallina circolare con una laguna interna che ospita un’isola montagnosa dominante le numerose baie. Attraverso le acque turchesi e cristalline è possibile osservare le colorate formazioni di vari tipi di corallo; i numerosi motu sono bordati da spiagge di sabbia bianchissima. Rispetto a Bora Bora è decisamente meno turistica e mantiene un’atmosfera tranquilla e un fascino d’altri tempi.

Passe in ingresso a Maupiti
Villaggio di Vaiea visto dall’alto
La scuola di Maupiti

Abbiamo deciso di ancorare di fronte al paesino di Vaiea dove già numerose altre barche si erano posizionate per trovare protezione dal previsto vento da est. Scesi a terra, abbiamo fatto conoscenza con Raechel, una simpatica ricercatrice cinese che viaggia insieme al marito berlinese Volker su un trimarano a propulsione elettrica; molto gentilmente ci ha ragguagliato su dove e quando approvvigionarci di frutta e verdura: ogni martedì mattina è previsto  l’arrivo da Raiatea di un ferry carico di prodotti. Mai avremmo immaginato allora quanta importanza avrebbe avuto per noi questa coppia nelle nostre avventure future; ma non anticipiamo il racconto…

Il mercatino con i prodotti portati dal ferry

Il giorno successivo ci siamo spostati nella zona vicino alla passe, meno comoda per fare approviggionamenti in paese, ma con un panorama decisamente spettacolare.

La passe vista dal drone
Il nostro secondo ancoraggio
“ZOE” e “NO STRESS”

Un paio di giorni dopo, insieme ad Alex e Tamara, abbiamo intrapreso alla mattina presto l’escursione per raggiungere la cima del monte Tirianoo, monte per modo di dire visto che il punto più elevato è 380 metri. Dopo circa un’ora e mezza di cammino, in alcuni punti difficoltoso seppur agevolato nei passaggi più ripidi da numerose corde fissate alle rocce, siamo arrivati in cima.

Da qui si godeva una vista mozzafiato a 360° su tutta la laguna. Con noi c’era un gruppetto di giovani spagnoli che saltellavano con disinvoltura sulle rocce a strapiombo sul vuoto, suscitando la nostra preoccupazione, ed anche un po’ d’invidia.

Conclusa la visita di Maupiti, ci siamo trovati di fronte alla decisione di quale potesse essere la nostra prossima destinazione. La prima ipotesi era quella di dirigersi a Samoa, a circa 1000 miglia nautiche a ovest, la seconda prevedeva di arrivare con varie tappe a Tonga e l’ultima alternativa era di navigare verso Penrhyn, l’isola più a nord dell’arcipelago delle Cook, a circa 580 miglia a NNO. La scelta è caduta sull’ultima opzione, in considerazione del meteo favorevole e delle entusiastiche descrizioni  di amici che vi erano stati in precedenza. Inoltre, da Penrhyn avremmo poi potuto scendere verso Samoa e quindi Tonga, per approdare infine all’ arcipelago delle isole Fiji.

Il viaggio per Penrhyn è cominciato all’insegna dell’avventura; infatti, l’uscita dalla passe di Maupiti è stata forse la più audace nella nostra esperienza, con onde alte in ingresso che si frangevano contro la corrente in uscita. Ci siamo ritrovati in oceano aperto con un po’ di tachicardia!

Bora Bora
Penrhyn

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