Il mattino del 4 Giugno, dopo alcune ore di navigazione, siamo giunti a Bora Bora attraverso la passe di Tevavanui ad est dell’isola. Di Bora Bora avevamo ricevuto opinioni contrastanti: chi la decantava come un luogo di rara bellezza e chi invece la descriveva come troppo turistica e dalla natura contaminata. Eravamo pertanto curiosi di verificare con i nostri occhi quale impressione ne avremmo ricevuto.
Arrivo alla passe di ingresso di Bora BoraBaia Aponapu
Ci siamo diretti alla Baia Aponapu, nella parte meno affollata dalle barche, a sud est dell’isola, dove abbiamo ormeggiato ad uno dei gavitelli disponibili; infatti, a Bora Bora, è possibile ancorare per un breve periodo solamente in due zone prestabilite, altrimenti tutte le altre aree sono attrezzate con un buon numero di gavitelli a pagamento. Questo certamente è una fonte di guadagno per i locali, ma garantisce anche l’integrità dei coralli presenti sulla maggior parte dei fondali.
Nelle calme, trasparenti acque della baia abbiamo nuotato in compagnia di un gruppo di razze che con grande confidenza e tranquillità hanno volteggiato intorno a noi.
Il giorno successivo ci siamo trasferiti di fronte allo Yacht Club da dove è stato agevole raggiungere il paese di Vaitape per effettuare il consueto e necessario approvvigionamento di cibo. Il paese si sviluppa in gran parte ai lati della strada costiera su cui si affacciano piccoli supermercati, ristoranti, negozi di artigianato, e locali pronti ad accogliere i turisti che numerosi affollano l’isola.
Al gavitello davanti allo Yacht Club di Bora Bora
Non distanti da noi avevano ancorato Alex e Tamara su “No Stress”; abbiamo perciò deciso di spostarci insieme a loro nell’incantevole baia di fronte al Motu Toopua, a sud ovest dell’isola. Qui l’acqua è particolarmente cristallina ed i colori del fondale sono smaglianti; inoltre, è possibile tuffarsi e nuotare in compagnia dei numerosi squali pinna nera e delle tante razze.
A conclusione della bella giornata abbiamo raggiunto in gommone la spiaggia per far volare il drone e riprendere così l’isola dall’alto.
La baia di Tehou dall’altoMotu To’opua
Nel complesso l’impressione che abbiamo ricevuto di Bora Bora è stata estremamente positiva per la conformazione particolare e suggestiva dell’isola e per la ricchezza di bellezze naturali che la pongono all’altezza della sua fama. D’altra parte, la fragilità dei fondali corallini la rendono estremamente vulnerabile ad un eccessivo sfruttamento turistico. Del resto questa valutazione è applicabile a tutta la Polinesia francese, che oltre all’ eccessivo sfruttamento turistico, si trova ad affrontare le conseguenze del riscaldamento climatico.
L’8 Giugno siamo ripartiti in direzione Maupiti, la nostra ultima meta delle Isole della Società.
Bora Bora
Il mattino del 4 Giugno, dopo alcune ore di navigazione, siamo giunti a Bora Bora attraverso la passe di Tevavanui ad est dell’isola. Di Bora Bora avevamo ricevuto opinioni contrastanti: chi la decantava come un luogo di rara bellezza e chi invece la descriveva come troppo turistica e dalla natura contaminata. Eravamo pertanto curiosi di verificare con i nostri occhi quale impressione ne avremmo ricevuto.
Ci siamo diretti alla Baia Aponapu, nella parte meno affollata dalle barche, a sud est dell’isola, dove abbiamo ormeggiato ad uno dei gavitelli disponibili; infatti, a Bora Bora, è possibile ancorare per un breve periodo solamente in due zone prestabilite, altrimenti tutte le altre aree sono attrezzate con un buon numero di gavitelli a pagamento. Questo certamente è una fonte di guadagno per i locali, ma garantisce anche l’integrità dei coralli presenti sulla maggior parte dei fondali.
Nelle calme, trasparenti acque della baia abbiamo nuotato in compagnia di un gruppo di razze che con grande confidenza e tranquillità hanno volteggiato intorno a noi.
Il giorno successivo ci siamo trasferiti di fronte allo Yacht Club da dove è stato agevole raggiungere il paese di Vaitape per effettuare il consueto e necessario approvvigionamento di cibo. Il paese si sviluppa in gran parte ai lati della strada costiera su cui si affacciano piccoli supermercati, ristoranti, negozi di artigianato, e locali pronti ad accogliere i turisti che numerosi affollano l’isola.
Non distanti da noi avevano ancorato Alex e Tamara su “No Stress”; abbiamo perciò deciso di spostarci insieme a loro nell’incantevole baia di fronte al Motu Toopua, a sud ovest dell’isola. Qui l’acqua è particolarmente cristallina ed i colori del fondale sono smaglianti; inoltre, è possibile tuffarsi e nuotare in compagnia dei numerosi squali pinna nera e delle tante razze.
A conclusione della bella giornata abbiamo raggiunto in gommone la spiaggia per far volare il drone e riprendere così l’isola dall’alto.
Nel complesso l’impressione che abbiamo ricevuto di Bora Bora è stata estremamente positiva per la conformazione particolare e suggestiva dell’isola e per la ricchezza di bellezze naturali che la pongono all’altezza della sua fama. D’altra parte, la fragilità dei fondali corallini la rendono estremamente vulnerabile ad un eccessivo sfruttamento turistico. Del resto questa valutazione è applicabile a tutta la Polinesia francese, che oltre all’ eccessivo sfruttamento turistico, si trova ad affrontare le conseguenze del riscaldamento climatico.
L’8 Giugno siamo ripartiti in direzione Maupiti, la nostra ultima meta delle Isole della Società.